PREGIUDIZIO
Orecchini, profumo, scarpe e foulards, tutto farebbe pensare ad una oggettistica puramente femminile giustamente frutto del nostro condizionamento estetico, ma l’abilità dell’autrice nel giocare sulla composizione fotografica degli oggetti ritratti ha messo in luce la “realtà dal reale”, così come sosteneva Calvino asserendo: “La vera fotografia crea l’inconcepibile confusione della realtà”.
Un finale inatteso, dove solo nell’ultima immagine a sorpresa viene svelato il vero volto del soggetto, perché il più solido piacere della vita, è il piacere vano delle illusioni.
Motivazione del giudice Paolo Siccardi






