DOLORE SU VELLUTO

“Dolore su velluto” è un progetto fotografico potente e metaforico, capace di unire l’estetica alla denuncia sociale. La narrazione fotografica di Sara propone un viaggio profondo, che parte dall’educazione di genere per arrivare alla consapevolezza e alla libertà.

Fondamentale la scelta del velluto, tessuto che avvolge, seduce, nasconde ma può anche soffocare, il velluto incarna l’apparenza di una grazia imposta ma che si contrappone alla realtà del controllo.

L’utilizzo di metafore visive permette di affrontare temi difficili come la violenza fisica o psicologica senza cadere nella spettacolarizzazione, ma stimolando una riflessione più profonda.

La chiusura del progetto con l’immagine di liberazione della donna diventa fondamentale perché trasforma il “grido silenzioso” della denuncia, citato da Sara, in una possibilità concreta di liberazione e cambiamento.

Motivazione del giudice Claudio Cravero